Anello del Dinarini

 

Descrizione cammino: 

L’Anello del Dinarini è un cammino che si sviluppa sul versante ionico dei Peloritani, quattro giorni attraverso strade, trazzere, mulattiere e sentieri intervallivi, all'insegna dell'accoglienza e dell'ospitalità. L’itinerario, lungo circa 70 km, tocca numerosi borghi e frazioni, (Roccalumera, Allume, Sciglio, Rocchenere, Pagliara, Badia, Mandanici, Artale, Locadi, Grotte, Furci Siculo), e consente di ascoltare storie e racconti dei luoghi e dei personaggi, in un territorio ricco di storia, cultura, tradizioni. Non mancano incantevoli scorci panoramici sul mare, sulle vallate e verso la catena montuosa dei Peloritani. Giardini, macchia mediterranea, boschi demaniali, valloni e torrenti fanno da cornice naturalistica.


Descrizione Tappe

Prima tappa:

Punto di partenza dell’itinerario è la Torre Saracena nel borgo costiero di Roccalumera. Dopa una visita al Parco Culturale dedicato a Salvatore Quasimodo, vissuto anche in questo luogo, si prosegue verso Messina, inizialmente percorrendo un vicolo caratteristico, per continuare sul lungomare con affaccio sulla distesa sabbiosa che senza soluzione di continuità unisce Capo S. Alessio a Capo Alì. Proseguendo si possono ammirare e visitare l’antica Filanda e il Santuario di S. Antonio di Padova. Percorrendo un altro vicolo secondario si giunge alla foce del torrente Allume. Si svolta a sinistra percorrendo la sterrata che costeggia il torrente per circa un km fino a raggiungere la frazione di Allume. Meritano una visita la chiesa madre dedicata alla Madonna del Rosario e l’antica chiesetta bizantina di S. Michele Arcangelo sita nella parta alta del villaggio. Si prosegue sulla SP25/a direzione mare fino ad un taglio sulla destra che consente di raggiungere in minor tempo la frazione di Sciglio. Giunti nella piazza principale si imbocca, in salita, via S. Cosimo che conduce alla chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Cosma e Damiano, in posizione panoramica sulla bella e ampia vallata del torrente Sciglio la cui piana costiera è prevalentemente coltivata ad agrumeto, ove si produce la varietà detta “verdello”. Dalla chiesa si scende verso il quartiere detto “u mulinu”, una testimonianza dei numerosi mulini che, dissemiati lungo il torrente, utilizzavano l’acqua come forza motrice per macinare il grano. Si attraversa la parte dell’abitato sita nel versante meridionale per imboccare una stradina in ripida salita che si immette su una strada agricola asfaltata che conduce ai piccoli e disabitati villaggi di S. Vito e Contrisa, luoghi ameni dove, negli ultimi decenni sono sorte delle villette di campagna. Si lascia la strada asfaltata per imboccare una sterrata che volge verso ovest dirigendosi in cresta verso sud e verso mare, per scendere di quota e raggiungere la frazione di Rocchenere, punto di arrivo della prima tappa. Durante la discesa si ammira la valle del Dinarini. Ci troviamo adesso nel territorio del comune di Pagliara.

Scheda tecnica:

Località di partenza: Torre Saracena, Roccalumera
Località di arrivo: Rocchenere (Pagliara)
Difficoltà: EE
Lunghezza del percorso: 13 km
Dislivello: 5/390m
Tempo di percorrenza: 5/6 ore

Accoglienza ed Ospitalità

Roccalumera, albergo e B&B

Rocchenere, B&B


Seconda Tappa: 

Partendo dalla frazione di Rocchenere ci si immette su una strada che si dirige verso l’ampio alveo del torrente Pagliara passando accanto ad un antico lavatoio. Imponenti i muri di contenimento della fiumara. Si percorre la sterrata, in leggera salita, verso monte fino ad incontrare l’antica chiesa S. Maria di Polimena, che si raggiunge attraverso una deviazione sulla sinistra. Si riprende la sterrata e verso monte, dopo poche centinaia di metri si devia ancora sulla sinistra per salire al Pino monumentale, il più alto, maestoso e longevo pino dei Monti Peloritani (secondo le fonti locali è stato piantato agli inizi dell’800 dai proprietari della villa adiacente. Tornando indietro e attraversato il torrente si può visitare il borgo di Pagliara, con la chiesa parrocchiale con la possibilità di attingere alla vicina fonte. Si riprende la sterrata che costeggia la fiumara, proseguendo verso monte per circa 4 km fino a raggiungere, con una deviazione verso destra, l’antico monastero italo-greco di S. Maria Annunziata. Tornati ancora una volta nel torrente, dopo circa 700m si imbocca una salita verso destra per raggiungere la SP25 all’altezza di una piazzetta con fonte. Continuando a salire si arriva al borgo di Mandanici, punto di arrivo della seconda tappa.

Scheda tecnica:

Località di partenza: Rocchenere (Pagliara)
Località di arrivo: Mandanici
Difficoltà: E
Lunghezza del percorso: 10 km
Dislivello: 67/420m
Tempo di percorrenza: 4/5 ore

Accoglienza ed Ospitalità
Mandanici, albergo diffuso, Sebastiano Ravidà 3475356349


Terza Tappa:

Dalla Piazza Ponte Torrente Cavallo si prosegue verso monte sulla SP25 che, attraversato un ponte sulla fiumara, dopo qualche km diventa una sterrata SPA106, trazzera Mandanici – Piano Margi. Raggiunto il crinale con vista sulla vallate del Dinarini e del Savoca con ampia vista sulla costa ionica, si prosegue verso nord costeggiando Pizzo Melia (865m). Superato il pizzo, dopo circa un km si lascia SPA106 per immettersi su una sterrata sulla sinistra, in discesa. Siamo già nel demanio forestale e la vegetazione boschiva accompagnerà il camminatore con la sua ombra. Procedendo in discesa si ammira la grande biodiversità vegetale, con castagni, roverelle, eucalipti, pini, abeti e, in tutte le aste torrentizie una copertura continua di platani orientali con i bei colori che in autunno creano un’atmosfera fantastica. Avvicinandosi alla piccolissima frazione di Artale si ammirano anche le coltivazioni di vite, ulivo, mais, ortaggi e frutta. Dopo il percorso più boschivo di tutto il cammino si raggiunge la frazione di Artale, punto di arrivo della terza tappa, nel comune di Furci Siculo.

Scheda tecnica:

Località di partenza: Mandanici
Località di arrivo: Artale (Furci Siculo)
Difficoltà: EE
Lunghezza del percorso: 13,4 km
Dislivello: 380/804m
Tempo di percorrenza: 6 ore

Accoglienza ed Ospitalità
Artale, Ostello dei Pellegrini, Rosanna Maimone 338891862


Quarta Tappa:

Dal centro di Artale si torna sulla strada percorsa il giorno prima, verso monte. Dopo circa 1,7 km, al primo bivio importante si devia verso destra, in salita, per dirigersi verso Pizzo San Filippo (741m), passando accanto a uliveti, vigneti, castagneti e boschetti di roverella. Percorrendo una bella cresta panoramica in leggera salita si imbocca, nei pressi di Pizzo Melia, la trazzera Mandanici – Piano Margi, verso destra in piano e poi in discesa. Nel punto di affaccio sul borgo di Mandanici si devia verso destra, direzione mare, per proseguire, in discesa e poi in saliscendi, su sterrata di cresta con affaccio panoramico sulle vallate adiacenti. Continuando a seguire la sterrata si inizia a scendere verso la piccola frazione di Locadi per visitare e percorrere i vicoletti, la torre cosiddetta saracena e, il quartiere fantasma interamente abbandonato ma molto suggestivo con le antiche case e scalinate immerse nella vegetazione che ha ormai preso il sopravvento. Dopo essersi abbeverati ad una bella fonte – lavatoio, si prosegue, in salita, verso mare, costeggiando il locale cimitero tra coltivi e boscaglia di roverella e castagno. Giunti al limitare del terreno coltivato e boscato, il paesaggio muta e il terreno diventa brullo e caratterizzato da vegetazione a prateria, fichi d’india, ampelodesma e piante erbacee. Si percorre la cresta sabbiosa in saliscendi con panorama sul mare e la costa ionica. Una macchia verde rallegra la vista, si tratta della pineta di Furci Siculo, nella quale in passato sono state realizzate opere per aumentarne la fruibilità, come vialetti lastricati in pietra, staccionate, gazebo, tavolini per il pic-nic, il tutto ormai in stato di degrado e abbandono. Tuttavia attraversare la pineta, in discesa, tra pini e piante della macchia mediterranea come oleandri, ginestre, ecc. consente di sperimentare sensazioni e odori della macchia mediterranea. Usciti dal parco suburbano si prosegue in discesa verso la frazione di Grotte, che prende il nome dalle numerose grotte naturali che si possono ammirare nella parete rocciosa calcarea sovrastante la chiesa della Madonna di Lourdes. Imboccata Via Portella, verso sinistra, si costeggia il locale cimitero e si scende verso il centro del borgo rivierasco di Furci Siculo. Oltrepassato il cavalvia autostradale, si svolta verso sinistra, sulla Via f. Crispi per visitare il Museo del Mare. Attraverso la Via Vallone Furci e il sottopassaggio ferroviario si raggiunge la Piazza Sacro Cuore, con la chiesa Madonna del Rosario, dove si conclude il cammino.

Scheda tecnica:

Località di partenza: Artale (Furci Siculo)
Località di arrivo: Piazza Sacro Cuore, Furci Siculo
Difficoltà: EE
Lunghezza del percorso: 19 km
Dislivello: 14/773m
Tempo di percorrenza: 6/7 ore

Accoglienza e Ospitalità
Furci Siculo, B&B


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